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The Fabulous cornerun angolo di Torino sul web, tra foto e curiosità
2008/7/22 Complimenti a Microsoft!Sono esterrefatto. A fronte di un mio reclamo (penso legittimo) al servizio di assistenza della Xbox, ho ricevuto la risposta che allego più sotto (da leggere bottom-up, ovviamente). Non ho parole. Si può trattare così un cliente? Qualcuno ha l’email di Bill Gates che gli spiego un paio di cosine sui Customer Care? Come si possono assumere certi maleducati? Credo che non comprerò più neanche un prodotto di una casa che gestisce così l'after sales!
Ed eccovi lo scambio di mail:
RE: SRX1073725360ID - Xbox360 Console Da: Xbox Customer Support (XBOX.X360.EU.00.IT.ARV.MUE.HW.T01.SPT.00.EM@css.one.microsoft.com) Inviato: martedì 22 luglio 2008 17.09.16 A: ilmioindirizzo@hotmail.com
fai come credi, compratene uno nuovo,saluti — Original Message — From : ilmioindirizzo@hotmail.com Sent : Dienstag, 22. Juli 2008 11:05:44 UTC To : XBOX.X360.EU.00.IT.ARV.MUE.HW.T01.SPT.00.EM Subject : Xbox360 Console
Servizio: [Service:] Tipo di problema: [What type of problem do you have?] A quale indirizzo di posta elettronica desideri ricevere la risposta? [The e-mail address for us to send a response:] Per ottenere rapidamente una soluzione, fornisci il maggior numero di dettagli possibili, incluse la data e l’ora in cui si è verificato il problema, una descrizione dell’operazione che stavi cercando di eseguire, tutti i passaggi effettuati che hanno causato il problema e tutti i dettagli disponibili relativi ai messaggi di errore che hai eventualmente ricevuto. [Be specific when describing your problem. The details that you include enable us to promptly send you the most likely solution to your issue.] 2008/5/4 Cosa non si fa per la cultura...Io amo la mia città. Questo a prescindere. Perché non è caotica come Milano. Perché è austera ma accogliente. Perché è elegante e di classe innata, come Grace Kelly. Perché ti aspetti la Fiat, ma trovi un mondo di sorprese affascinanti. Perché è mia, e la cambierei solo con pochissime altre città. Ciò non toglie che se devo muoverle qualche critica sono il primo a farlo. Anche se la critica di oggi riguarda un comune limitrofo, Venaria Reale. Sabato mattina sono andato finalmente a vedere la rinnovata Reggia di Venaria Reale, che ha riaperto qualche mese fa in pompa magna dopo 18 anni di restauro ed ha collezionato centinaia di migliaia di visitatori dall’apertura. Forse più di un milione, a stima. Quasi quanto gli Uffizi o i Musei Vaticani. E per celebrare l’evento è stata organizzata una bellissima mostra sui Savoia e le loro residenze. Tutto bello, indubbiamente. La galleria di Diana ti si apre davanti con un effetto scenico incredibile, che lascia a bocca aperta. I giardini, una volta ultimati, non avranno nulla da invidiare a quelli di Versailles. Però… c’è sempre un però. La disorganizzazione regna sovrana. Ho visto cose che voi umani… Chiami il numero verde della Regione Piemonte per avere informazioni e ti dicono che è possibile fare i biglietti al punto informativo di Piazza Castello a Torino come se fossi a Venaria, evitando la coda ed indicando l’ora in cui vuoi entrare. Comodissimo. MA piccolo particolare che si sono dimenticati di dirci: se ci sono troppe prenotazioni il biglietto non te lo fanno! Quindi vai lì e non sai se entrerai in possesso del famoso tagliando! E, soprattutto, se sei in possesso della tessera musei che ti permette di entrare gratis in tutti i musei della regione, il biglietto lo puoi fare solo alla Reggia! Ok, per fortuna ci eravamo alzati presto, quindi alle 9.45 eravamo davanti alla biglietteria. E c’era già una coda niente male, che con il passare del tempo è aumentata a dismisura. E noi andavamo avanti con la retromarcia inserita. Dopo circa un’ora di coda (lo stesso tempo impiegato a febbraio ai Musei Vaticani, ma per fare una coda lunga circa 50 volte tanto, e cioé partendo da Piazza San Pietro) ho scoperto il perché: nell’angusta stanzetta c’erano ben 2 (DUEEEE!!!!) casse aperte, di cui una dedicata in esclusiva alle prenotazioni (che non puoi fare se non hai un gruppo di almeno 16 persone, tra l’altro) ed una a tutti gli altri! Dico, ma è possibile? Chi è il cerebroleso che ha fatto questa pensata? Una cassa per gestire 6000 ingressi al giorno di media!!! Ci credo che si formano le code! Non ho parole… Ah, un’altra cosa: attenzione a prenotare via internet. Se siete troppo ottimisti, rimarrete con un palmo di naso. Perché la coda delle prenotazioni è ancora più lenta. E se arrivate alla cassa dopo l’orario che avevate indicato al momento della prenotazione, non vi daranno il biglietto! Da mettere le mani in faccia a quel poveraccio della biglietteria che non c’entra nulla. Complimenti all’organizzazione. 2008/2/12 Back from Hong KongAmici cari, eccomi tornato dai cinque giorni di gita in terra quasi cinese (ho provato a dire ad un Honkongonese che era cinese e apriti cielo… Vi risparmio racconti di viaggio vari, che risulterebbero alquanto noiosi nonché prolissi, per concentrarmi su un paio di riflessioni dopo questo tour de force. - la prima cosa che ho fatto appena sbarcato è stata acquistare una SIM dell’operatore CLS. Costo dell’operazione: 79 HK$ (7 euro) con un credito di 88 HK$ utilizzabile. Ho telefonato e mandato messaggi per 5 giorni in ITALIA e ad HK stessa e non sono riuscito ad esaurirli! Un SMS internazionale costa 3 HK$ (25 cent) una chiamata ad un numero fisso in Italia 0.28 HK$ al minuto (0,025 euro) ed una ai cellulari italiani 8,5 HK$ al minuto (0,75 euro). Chiamare in loco, invece, 0,1 HK$ al minuto (0,01 euro). Ora, io giustamente mi chiedo: perché l’associazione per delinquere TIM-Vodafone-Wind fa pagare 6 euro al minuto circa le telefonate dall’Italia ad HK????? Siamo noi che siamo così fessi da non protestare???? - Capitolo Taxi. Tenuto conto che lì la benza costa più o meno come in Italia (1,2 euro al litro), perché qui un percorso in taxi di 3-4 km ci costa tra i 15 ed i 20 euro mentre lì spendevo sempre non più 5 euro (con punte minime addirittura di 2,5)? C’è qualcosa che non va… - Gentilezza. Sia sul volo Cathay Pacific sia in Hotel sia in giro per la città ho riscontrato una gentilezza verso il cliente/turista che noi qui in Italia ci sognamo. Sempre pronti a soddisfare immediatamente le tue richieste (ci siamo addirittura fatti cambiare la stanza dell’hotel perché non ci piaceva e non hanno battuto ciglio!) senza fartelo pesare. - Costo della vita in generale. Hong Kong è una capitale economica non da ridere in cui gira parecchio denaro. Affittare un negozietto piccolo piccolo nel cuore di Kowloon può costare più di 35000 euro al mese, per non parlare degli appartamenti. Eppure per un pranzo in un ristorante giapponese fighettino con il classico roll, prendendo sushi, sashimi, surimi, gamberi e quant’altro abbiamo pagato 8 euro a testa… i traghetti verso l’isola di HK costano 2 cent, come i pullman di superficie, la metro 50 cent, un paio di Nike running in pelle bianca al negozio ufficiale nella via più figa 39 euro… qualcosa non mi torna. E tendo a sottolineare che non ho inserito nell’elenco alcun prodotto di elettronica per evitare di sentirmi dire: ovvio, è un porto franco! Termino qui questa breve carrellata, invitandovi a chiedermi senza remore dettagli più precisi sugli aspetti del viaggio che vi interessano! Nei prossimi giorni potrete trovare nel mio spazio di Flickr le prime foto del viaggio. Nel frattempo vi auguro un Buon Anno del Topo! 2008/1/28 CORRERE O TROMBARE? QUESTO E’ IL PROBLEMA...Quando corri sei solo. Se si corre con qualcuno è inevitabile che si cerchi di correre più veloci dell’altro. Trombando no, si cerca sempre di raggiungere la meta assieme. Pertanto, trombare "Sviluppa il lavoro di gruppo e combatte l’egoismo". Correre no. Per correre è necessario l’acquisto di molti indumenti, anche costosi. Per trombare è invece sufficiente togliere gli indumenti che si indossano. Come si può constatare, trombare" Sviluppa il senso del risparmio e combatte il consumismo sfrenato". Correre no Per correre è necessario alzarsi dal letto. Per trombare è tutto il contrario. Tutti sappiamo che nel letto si sta meglio che in qualsiasi altro posto. Pertanto, trombare è un modo per "Esercitarsi nel nostro posto migliore". Correre no. Correre esige un grande sforzo, in cambio di poco piacere. Trombare dà invece un enorme piacere e lo sforzo è minimo. Così scopriamo che trombando "Otteniamo il massimo col minimo sforzo", una regola fondamentale che non viene conseguita correndo. Dopo la corsa normalmente ci si ritrova di malumore, a causa della stanchezza, e fanno male le ginocchia. Al contrario, dopo una trombata ci si ritrova con un sorriso da orecchio a orecchio. E´ chiaro che trombando "Scopriamo l’allegria del vivere". Correndo no. Se ti chiamano per correre, in genere trovi scuse per non andarci. Ora, siamo sinceri: dovesse trattarsi di trombare... eh? A qualsiasi ora esci di corsa. E´ chiaro: trombare "Aumenta il senso della puntualità". Correre, invece, no. La morale è chiara: NELLA VITA HAI SBAGLIATO TUTTO! STAI CORRENDO TROPPO!!!! 2008/1/16 Problemi di ieri sul nostro domani odierno.Certo, a volte ce la metto proprio tutta per trovare titoli idioti ai miei post… Questo per condividere con voi le mie perplessità sulla moda e sugli stilisti. Questi i fatti. Domenica mattina decido che finalmente è giunto il momento di comprarmi un paio di jeans neri. Confidente nei saldi mi sono diretto verso il negozio di Calvin Klein: meglio andare sul sicuro, mi sono detto! Ecco che trovo un bel paio di jeans molto fashion di un nero leggermente melange e con una taglia che pressapoco si avvicina a quella che prendo di solito alla Levi’s. Vado nel camerino, mi infilo i jeans e… scopro che in vita mi stanno tre volte! Mi rivesto e vado in cerca di una commessa (niente male, tra l’altro!), alla quale chiedo delucidazioni. Mi dice: ma la 32 non va bene! Prova una 30… Ringalluzzito dall’incontro ravvicinato del terzo tipo, torno nel camerino per provare la 30, che… non riesco neanche a tirare su oltre le cosce! Non c’è speranza ed io, un po’ abbacchiato, esco nuovamente alla ricerca della mia bella musa ispiratrice. Le chiedo: avete un modello in cui la taglia 30 non sia stata pensata per un giovine anoressico? Lei mi prende 4 modelli diversi e tutti i tentativi risultano vani: quelli che mi stavano bene di gamba prevedevano un pancione premaman, gli altri neanche riuscivo a provarli in vita! Vorrei altresì precisare che pur facendo palestra non faccio assunzione di estrogeni, quindi le mie cosce sono normalmente muscolose. Per fortuna che il negozio di fianco della Marlboro Classics aveva una 33 (!) che mi stava decentemente sia in vita sia nelle gambe… Ora, io mi chiedo: ma gli stilisti di Calvin Klein che modelli usano per creare gli abiti? Avete avuto anche voi simili esperienze? P.S. Tanto per la cronaca e per rassicurare tutti sulla mia normale struttura fisica, ieri sera sono andato nella mia sartoria di fiducia a comprare un vestito e le uniche modifiche che mi devono fare su un 50 già pronto sono le asole alle maniche e l’orlo ai pantaloni! 2008/1/5 La visita del Dalai Lama in ItaliaOrmai la Cina ha più potere politico degli Stati Uniti.La forza economica che muove grazie al PIL in crescita costante a due cifre percentuali le permette di determinare le scelte di politica estera degli stati che con lei hanno qualche rapporto di fornitura. Questo cappello per introdurre la visita del Dalai Lama in Italia che si è conclusa il 16 dicembre a Torino. Nessuno dei nostri politici ha avuto il coraggio di sfidare il diktat del governo cinese che ci “invitava” a non incontrarlo essendo un politico che si camuffa da religioso. Addirittura Prodi, su precisa domanda di Fazio ieri sera, ha risposto: “Quando è indispensabile si possono fare delle eccezioni ma un primo ministro deve valutare le conseguenze di certe azioni e se esiste o no un problema per il Paese. Ci vuole prudenza. E c’è una ragion di Stato da salvaguardare. Io ne sono il custode”. Vero, quando si guida un paese bisogna agire con molta prudenza e le scelte che si fanno ricadono su 56 milioni di Italiani. Ma in questo caso non sono d’accordo con il nostro (beh, più vostro, in realtà!) Presidente del Consiglio: che ricadute ci potevano essere? Non ci mandavano più le borse contraffatte o i giocattoli taroccati? Per questo motivo sono strafelice che invece le autorità Piemontesi e Torinesi non si siano piegate a tali ricatti nè alle pressioni del Governo Italiano. Così ieri, domenica 16 dicembre, il Sindaco di Torino ha conferito la cittadinanza onoraria al Dalai Lama ed è con immensa gioia che posso dire di essere concittadino di una personalità carismatica come Tenzin Gyatso. Soprattutto perché mi da fastidio che si dia retta ad una nazione che non rispetta in alcun modo i diritti umani e l’ambiente e che pretende di fare la voce grossa solo grazie all’influenza economica che ha sulle altre nazioni. E non sto parlando degli USA… 2007/10/3 Furti autorizzatiTutto quello che è in rete, può essere considerato gratis? Non per tutti. Ma per qualcuno sì. Se io mi scarico programmi, film, canzoni e quant'altro, rischio multe salatissime e addirittura il carcere. Ma se qualcuno scarica qualcosa di MIO chi mi tutela? Ultimamente i giornali italiani hanno preso la cattiva abitudine di utilizzare il web come loro repository personale. Negli ultimi due mesi già tre persone che conosco si sono viste pubblicate delle foto su mensili o quotidiani senza che neanche venisse loro chiesto il permesso. E queste foto erano segnate su Flickr come "all rights reserved". E di questi giornali ce ne sono due che rispondono al nome di Repubblica e La Stampa. Insomma, noi Italiani cerchiamo sempre di fare i furbetti. E pensare che a me alcuni siti stranieri hanno chiesto il permesso (che io ho accordato senza alcun problema e senza chiedere compensi) prima di pubblicare le mie foto. Basta un minimo di correttezza e tutto si risolve tra amici. Invece in questo modo ti fan girare le (si può dire? ok, avete capito) e iniziano le cause legali che sicuramente perderanno con esborsi ben superiori! Insomma, abbasso la meschinità e piccolezza tipiche italiche. 2007/8/26 Back from Mauritius - part IICome promesso, eccomi qui a parlare del viaggio.
Iniziamo dalle cose negative, in modo da mettere in guardia chi ha intenzione di andare a Mauritius (ricordo che è un'unica isola, quindi NON si dice "le Mauritius"...): l'albergo.
Hotel Bougainville
Situato vicino a Trou d'eau douce, a cinque minuti dall'Isola dei Cervi, in una delle coste più belle di Mauritius, questo tre stelle prometteva bene almeno secondo quanto abbiamo letto nei vari resoconti di viaggio prima di partire. Senonché abbiamo poi scoperto una volta in loco che la gestione era cambiata a fine maggio, passando da Bluvacanze (operatore italianissimo) ad Apavou Hotels... ahia, primo campanello d'allarme!
In realtà il primo impatto non è stato malaccio: una signorina ci ha accolti con delle salviette umide e profumate ed in due minuti abbiamo fatto il check-in sorseggiando un aperitivo alla frutta.
Una volta superata la hall, però, iniziano le prime disillusioni: lo splendido giardino tropicale nel quale doveva essere immerso secondo il sito risultava essere un corridoio di 10 metri per 100 con quattro palme e 5 ibiscus che portava dalla reception alla spiaggia. Per non parlare della camera: illuminazione a lutto, prese elettriche malfunzionanti e, soprattutto, bagno degno di un autogrill. La tazza del water, infatti, era rinchiusa (non saprei trovare termine più adatto - vedi foto allegata) in uno sgabuzzino 50cm per 50 in cui, stando seduti sulla tazza, si aveva la porta a 10cm dalla faccia.
E veniamo ora alla pessima organizzazione dei signori della Apavou.
Dei due ristoranti e due bar promessi ne funzionava uno solo e pure abbastanza male. Molto spesso le scorte finivano e ci voleva almeno un giorno di attesa perché fossero ripristinate (inconcepibile in un hotel 3 stelle!) ed il buffet era a dir poco scarso e poco vario (la sera come primo piatto c'era sempre e solo una zuppetta di legumi o verdure).
Quando stavi la sera nella hall (la sera non potevi stare da nessun'altra parte: ci sono solo la hall e la spiaggia!) o ti portavi una pila oppure dovevi assumere un cane per ipovedenti: le luci principali rimanevano costantemente spente. Al nostro reclamo al direttore ci è stato risposto che non potevano essere accese perché troppo forti (leggi "consumano troppo", indiani taccagni del cazzo).
Avevi voglia di farti una doccia prima di andare a pranzo perché pieno di sabbia? Non potevi perché ti portavano via gli asciugamani al mattino e te li riportavano puliti solo alle 4 del pomeriggio. Abbiamo reclamato tutti i giorni ed alla fine ci hanno detto che avevano un solo set per camera, quindi dovevano aspettare che la tintoria glie li rimandasse puliti. Inconcepibile. Neanche la pensione della Sora Lella arriva a tanto.
E dire che l'hotel si trova in una posizione splendida con una bella spiaggetta e la barriera corallina lì a due bracciate... peccato, veramente peccato. Basterebbe poco sforzo per renderlo un gioiellino.
E invece ve lo SCONSIGLIO VIVAMENTE. Sceglietene un altro. Vi conviene.
Il vostro viaggiatore errante.
2007/8/23 Back from MauritiusEccomi qui, appena tornato da due settimane a Mauritius. Un'esperienza con alti e bassi di cui vi racconterò con dovizia di particolari nei prossimi giorni.
Gli alti sono dovuti sicuramente all'isola, splendida e con un mare invidiabile.
I bassi all'organizzazione di Teorema Tour e dell'albergo, decisamente scarsa.
Stay tuned!
Fab 2007/8/3 Don't drive drunk!E' giusto. Sono completamente d'accordo.
Non è più tollerabile che in Italia ci si possa mettere alla guida ubriachi o drogati rischiando di uccidere qualcuno con la quasi certezza di rimanere pressochè impuniti. Abbiamo delle leggi ridicole (non voglio paragonarle a chi guida il Paese, questo l'avete pensato voi!).
Pare che qualcosa si stia muovendo. A volte non nella direzione giusta, però.
Vi starete domandando: "ma come, stanno inasprendo le pene: perché afferma ciò?".
Vi rispondo subito. Le statistiche dicono che il rischio di incidenti è inversamente proporzionale all'età del guidatore (inesperienza, immaturità, voglia di "farsi vedere" dagli amici...) ed il governo cosa sta studiando? Di dare la patente ai sedicenni!
Ok, questo non centra nulla con l'alcool. Vero. Intanto speriamo che le leggi cambino e siano degne di essere chiamate tali. E soprattutto siano APPLICATE. Come nel resto d'Europa e nei paesi civili del mondo.
Questa riflessione mi è venuta in mente dopo aver letto una notizia ANSA, che vi riporto.
STOP ALCOLICI AI MINORI DI 16 ANNI NELLE AREE DI SERVIZIO
ROMA - Stop alla vendita di alcolici ai minori di 16 anni nelle oltre 300 aree di servizio lungo le autostrade italiane. Lo ha deciso Autogrill nell'ambito dell'impegno per la sicurezza stradale. In ciascun locale sarà apposta una comunicazione dedicata a informare la clientela, con i loghi del ministero dell'Interno, di quello delle Politiche Giovanili e Attività Sportive e della Confcommercio-Fipe. L'iniziativa, spiega Autogrill, raccoglie l'invito rivolto dai ministri Amato e Melandri e segue, a distanza di quattro mesi, il ritiro dei superalcolici dagli oltre 180 market lungo le autostrade a seguito della sottoscrizione del Codice etico di autoregolamentazione per la sicurezza stradale promosso dal Governo.
Cosa centrano i minori di 16 anni con la sicurezza stradale????????
Vogliamo rendere più sicure le autostrade? Allora quello che mi verrebbe da dire all'Autogrill è
VIETIAMO GLI ALCOOLICI IN AUTOSTRADA PER TUTTI!
But business is business, so...
Con l'occasione auguro buone vacanze a tutti!
The Fab and the Furious.
2007/5/25 Film sul calcio...Pare che oggi Ronaldinho abbia dichiarato di voler andare al Milan l'anno prossimo.
Mediaset ha già deciso di produrre un film sul futuro attacco rossonero, che promette faville. Il titolo? Non può essere che:
Ronaldo, Ronaldinho e Kakà-senno!
Non me ne voglia il grande Ugo Tognazzi... 2007/4/23 Signori, si parte!Approfittando del lungo ponte del 25 aprile, ho pianificato un giretto in Baviera, sulle orme di Ludwig e dei suoi castelli.
Se tornerò sobrio potrete ammirare un bel po' di foto nuove, quindi... stay tuned!
Auf wiedersen! 2007/4/3 Niente da fareNon sono bastati i 131 tagliandi che sono riuscito a racimolare sulle varie copie de La Stampa per entrare nei primi cinque ammessi al giudizio finale... troppi i più di 3000 voti del primo!
Peccato, sarà per il prossimo concorso. 2007/2/12 Concorso La Stampa - Bravo bravissimoIn finale!
Il quotidiano La Stampa di Torino ha indetto nelle scorse settimane un concorso fotografico-letterario (http://www.lastampa.it/bravolastampa/) tra tutti i lettori e, tra le oltre 1800 foto pervenute, ne ha selezionate circa 200 che sono passate alla fase finale, tra cui la mia (qui sotto).
![]() Da ieri e fino al 28 febbraio è possibile votare per mezzo dei coupon che si trovano tra le pagine del giornale le opere preferite e i cinque più votati saranno oggetto di analisi da parte di una super-giuria che decreterà l'opera vincitrice.
E allora che dire? Chi volesse votare per il sottoscritto mi contatti, che gli indico i dati da scrivere sul coupon!
Restate sintonizzati su queste pagine per sapere com'è andata!
Il vostro fotografo in erba,
Fabulous. 2007/1/23 Trasporto pubblicoLa notizia l'ho letta ieri, ma non mi ha sorpreso più di tanto. A Torino, nel 2005, il numero di persone che ha scelto il trasporto pubblico per muoversi in città è sceso dell'11%, crollando dal 40% al 29% del totale, con un sensibile incremento di chi preferisce usare l'auto nonostante parcheggi ormai solo a pagamento e blocchi indiscriminati del traffico. Quegli ottusi dell'amministrazione comunale si sono chiesti il perché, invece di pensare solo ad aumentarsi gli stipendi? Io, purtroppo, nei mesi invernali sono costretto ad utilizzare i mezzi pubblici per tornare a casa dal lavoro a causa delle avverse condizioni climatiche e dell'eccessivo costo dei parcheggi in centro (da marzo a novembre, invece, uso la mia fida bicicletta). Ma vi assicuro che è un calvario. Di solito, da quando arrivo alla fermata del 18 (verso le 18.05) a quando effettivamente arriva l'agognato tram, passano 20 minuti in media (in orario di punta!). Ed ovviamente quando arriva assomiglia più ad un carro bestiame che ad un mezzo civile da metropoli occidentale: più volte ho potuto toccare con mano come si potevano sentire i deportati durante il viaggio verso Auschwitz (con tutto il rispetto per quei poveracci e per la fine che hanno fatto, sia ben chiaro). E se per caso dovessi lavorare in un posto in cui non sono ancora arrivate le strisce blu, userei anche io l'automobile senza pensarci due volte. Se la GTT continuerà a mantenere un servizio così scadente, credo che le percentuali sopra citate caleranno ancora vistosamente, con buona pace degli ambientalisti che sono solo capaci a parlare e mai a passare ad iniziative concrete come stanziamenti a favore dei trasporti non inquinanti (vai al lavoro in bici? Ti regaliamo l'abbonamento ai musei. Hai l'abbonamento del tram? Ti invitiamo ad un aperitivo a Palazzo Madama... tanto per dire due cazz...te che mi vengono in mente). Insomma, quando sono a Londra sono addirittura felice di girare con i mezzi pubblici: avete idea della frequenza dei passaggi dei bus? Uno ogni 2 minuti, per non parlare della Underground! E allora non mi resta che dire: Chiamparino, svegliati! 2007/1/18 Diecicento #2Ci risiamo. L'ormai consolidata partnership con l'OLS di Torino ci porta ad una nuova mostra fotografica col gruppo di Flickr Diecicento.
Ieri è terminata la prima mostra su Torino, dopo un inaspettato successo e vari rinvii dello smantellamento che doveva essere fatto a ridosso di Natale, ed immediatamente ne viene allestita un'altra.
Il tema, sempre con Torino a fare da catalizzatore, questa volta riguarda le Olimpiadi del 2006 a quasi un anno dal loro svolgimento ed in concomitanza con l'inizio delle Universiadi invernali.
Tra l'altro, mai location fu più azzeccata: Piazza Vittorio sarà, in questo periodo, il centro della movida torinese ed ogni sera assisteremo ad un concerto diverso. Quale migliore occasione per mettere in vetrina le proprie immagini?
E allora vi aspetto numerosi da oggi, 18 gennaio, fino a circa metà febbraio.
Fab
2006/12/14 DieciCentoOggi è il gran giorno. Ultime news del 17/12: c'è addirittura qualcuno che ha chiesto se le foto erano in vendita perché intenzionato a comprarle! Intanto i proprietari del locale ci hanno chiesto il favore di lasciarle esposte più del previsto, dato che la mostra tira...
2006/11/29 La vita è una grande ruota e la storia si ripete...Ci risiamo. Sembrava che stavolta ci fosse un progetto, ma erano tutte promesse campate lì a caso. Le olimpiadi invernali sono stata una grandissima occasione per Torino e la sua provincia, sfruttate però in maniera pessima dalle istituzioni. A cominciare dai mille litigi giornalieri per una "cadrega" nelle varie fondazioni ed enti che si stanno occupando o che si occuperanno in futuro delle eredità dei giochi. Non c'è stata una pianificazione turistica degna di nota, gli impianti giacciono inutilizzati in città e nelle valli (attendiamo ancora di sapere la destinazione d'uso del Palavela e intanto lui è lì da quasi un anno spento e solingo, per esempio), la promozione scarseggia. E allora cosa succede? Cosa fate voi di una cosa che non sapete come utilizzare? O la regalate a qualcuno che ne ha bisogno o la buttate. E dato che gli impianti non sono proprio semplici da regalare, pare che andrà a finire così... Troppo alti i costi di gestione per i Comuni
E c’è chi propone: abbattere i siti in perdita GIOVANNA F. GRASSO
Cinque anni, poi le ruspe. In Alta Valle di
Susa non lo nasconde nessuno, l'ipotesi di demolire parte degli
impianti di Torino 2006 non è più tabù. L’eredità olimpica scava una
voragine da 25 milioni, costi di gestione insostenibili per i bilanci
dei comuni di montagna e difficili da affrontare anche per gli enti
locali che hanno le spalle più larghe, Regione Provincia e Comune di
Torino. La disponibilità di cassa della Fondazione 20 Marzo, che
dovrebbe gestire il dopo olimpiade, resta tutta da verificare, si sa
ancora troppo poco sul piano operativo della società per azioni di cui
la Fondazione dovrebbe prendere il controllo. Il documento sul
postolimpico firmato Sviluppo Italia e Regione Piemonte ha un'orizzonte
finanziario ben preciso: cinque anni. E dopo? «Chi riesce ad arrivare
al pareggio sopravvive, il resto sarà giocoforza abbattuto», rispondono
sui monti. Intanto Regione, Comune e Provincia di Torino hanno messo a
bilancio - insieme - dieci milioni: ma ottenere risorse dalla
Finanziaria è un'impresa. Che fare? Si torna così alla domanda che tormenta le montagne del Torinese fin dal giorno della chiusura dei giochi. Che fare della pista da bob di Cesana? E' costata settanta milioni e secondo lo studio sul postolimpico curato da Sviluppo Italia per mantenerla servono due milioni e duecento mila euro l’anno. Incasso sperabile? 500 mila euro, rosso di 1,7 milioni. Chi si presenterà a Pragelato per saggiare il brivido del trampolino - spesa trentasei milioni - che costa un milione 161mila euro l'anno a fronte di incassi stimati per 115mila? Dopo il 31 dicembre bob e trampolino passeranno alla Provincia, chiamata a mettere una pezza da 2 milioni l'anno da qui al 2011. Il presidente Antonino Saitta l'ha ribadito nei giorni scorsi: è in gran difficoltà a firmare quell'assegno. Neppure la Regione sorride all'idea di sborsarne due e mezzo, come il Comune di Torino per il mezzo milione che gli compete. (articolo tratto dal sito web de La Stampa il 29/11/2006) Il vostro, sempre più deluso dai politici, Fabulous. 2006/11/17 Marie AnToiletteIeri sera sono stato all'anteprima del film di Sofia Coppola (figlia di cotanto padre): Marie Antoinette. Il soggetto sicuramente si presta per la realizzazione di uno splendido lungometraggio d'epoca non noioso, visto il calibro del personaggio in questione. E invece ne è venuta fuori un'accozzaglia slegata di situazioni: mi sembrava di stare di fronte agli sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo! Le scene, oltretutto, risentivano pesantemente di una fotografia e di inquadrature decisamente scadenti: quasi tutto il film è sovraesposto, con colori sbiaditi. Non credo ciò dipenda dal cinema, perché al Pathè hanno attrezzature sicuramente non vetuste e tecnici buoni. Molto bene ne esce la figura di Maria Antonietta, dolce, allegra e devota al marito nonostante le sue molte pecche (sì, ovviamente qualche scappatella extraconiugale non se l'è negata...). Carente, ripeto, la regia (ah, i figli d'arte...): la bimba ha ancora molto da imparare dal grandissimo Francis Ford... Ad un certo punto, tra l'altro, nel giardino del Petit Trianon pieno di calle (fiore inconfondibile!) la regina esclama "ma che belli i miei gigli!". GIGLI? Per non parlare della scena finale quando la carrozza percorre per ben due volte lo stesso tratto di Versailles durante la conversazione tra il Re e la Regina. Insomma, se proprio avete soldi che vi escono da tutte le parti potete andare a vederlo, ma secondo me ci sono film ben più interessanti in circolazione. Se però avete problemi a prendere sonno la notte, allora potreste trovarlo utile... Il vostro Fabulous AKA "Lietta Tornabuoni" 2006/10/25 Sforzi inutiliLeggete, leggete... ho estrapolato un paio di frasi da un articolo de La Stampa. Situazione preoccupante, visto che adesso siamo a circa il 30% di riciclo e si vorrebbe arrivare al 70%. Ma a questo punto mi sorge una domanda: per farci cosa? Il 29 per cento della plastica raccolta nel Torinese finisce in
discarica. Su 100 tonnellate di organico che arrivano all’impianto di
Pinerolo, 40 tornano in discarica. Il combustibile ricavato dai rifiuti
non ha mercato. Il compost si vende, ma a fatica. |
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